L’alimentazione vegetariana

Tratto da: Bianca Bosso, “La cucina vegetariana”, Bologna, Calderini, pp. 1-12

“E Dio disse: Ecco ch’io v’ho dato tutte l’erbe che hanno seme sopra la terra e tutte le piante che hanno in se stesse semenza della loro specie perché a voi servano di cibo”. (Genesi: 1-29)

L’uomo fu quindi creato vegetariano? Al momento della creazione le parole di Dio furono molto chiare ed esplicite. Non intendiamo tuttavia partire da queste parole, né esprimere un parere, né, tantomeno, convincere al vegetarianesimo. Il nostro punto di partenza è un altro: ci riferiamo semplicemente al fatto che i vegetariani esistono.

E devono ovviamente alimentarsi. E, di conseguenza, hanno diritto a ricette vegetariane.

Diventare vegetariani è il risultato di una scelta che può avere diverse motivazioni; vi sono quindi diversi modi di essere vegetariani.

Una dieta medica che escluda le carni per esigenze di salute non si può considerare una spontanea scelta, ma una necessità imposta in vista del proprio benessere.

Vi sono invece vegetariani che per motivi religiosi e morali rifiutano carni e uova ma ammettono il latte, il burro e il formaggio, purché fatto con caglio vegetale. Sono gli Hare Krishna indiani che hanno ormai molti seguaci nel nostro paese.

Vi sono infine i Vegan, vegetariani integralisti, che rifiutano carne, uova, latte e derivati per motivi etici contestando le crudeli uccisioni di animali e le condizioni di estremo disagio in cui gli animali vivono negli allevamenti moderni.

Una dieta a base di vegetali, se ben programmata, può essere sufficiente a mantenere in buona salute e in perfette condizioni fisiche. Il termine «vegetariano» deriva dal latino «vegetus», cioè «sano, forte e vitale» ed abbiamo molti esempi di vegetariani illustri che hanno lasciato un segno nella storia della civiltà, da Pitagora a Socrate, da Leonardo da Vinci a Einstein.

Le statistiche dicono che l’arteriosclerosi e molte cardiopatie traggono beneficio dalla dieta vegetariana ed è a tutti noto da tempo il consiglio dietetico di preferire i grassi vegetali a quelli animali.

Se spostiamo il discorso sul piano economico, basterà citare i dati del Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti, che dimostrano, senza ombra di dubbio, che per ottenere un solo chilo di carne sono necessari sedici chili di cereali usati come foraggio, sottratti quindi all’alimentazione umana.

Un terzo delle arachidi prodotte in Africa diventa mangime per gli allevamenti di animali da carne europei. Il problema della fame nel mondo potrebbe essere affrontato molto meglio se le nostre risorse alimentari fossero sfruttate diversamente.

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