Glutine e celiachia

articolo ispirato da http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/05/02/glutine-e-celiachia-e-se-fosse-virale/ che riporta l’interessante studio del 2017 ma sempre attuale di https://science.sciencemag.org/content/356/6333/44

Qui riportiamo alcune parole chiave.

Sistema immunitario e predisposizione genetica

Questa malattia autoimmune, provocata cioè dall’attacco del sistema immunitario a una parte dell’organismo stesso, l’intestino tenue, si sviluppa solo in individui geneticamente predisposti.

Tuttavia, la predisposizione non è sufficiente per ammalarsi: queste varianti geniche sono molto diffuse nella popolazione, ma solo una piccola parte delle persone che le posseggono si ammala di celiachia.

Qual è l’interruttore che scatena le reazioni che portano al manifestarsi della malattia?

Fattori ambientali

Sembra che i bambini allattati al seno abbiano una minore incidenza di celiachia e di malattie allergiche. È stata trovata poi una associazione tra alcune infezioni virali e lo scatenarsi della celiachia: i celiaci sono colpiti più frequentemente dei non celiaci da infezioni da alcuni virus come l’adenovirus e il virus dell’epatite C.

Incontri fatali

Quando il sistema immunitario dei bambini ancora immaturo, per esempio durante la fase dello svezzamento, incontra il glutine alle sue prime assunzioni quando è in corso un’infezione da reovirus, confondendo il sistema immunitario: il virus blocca la risposta regolatoria del sistema immunitario che solitamente dà alle sostanze introdotte, come le proteine nel cibo, il lasciapassare. La traccia che lascia il virus è permanente e in seguito il sistema immunitario tratterà il glutine non come un’innocua proteina alimentare ma come se fosse un pericoloso patogeno pronto ad attaccare il nostro corpo, e quindi da distruggere scatenando l’inferno.

Verso il vaccino

Questa scoperta non ci permette di curare la celiachia, la strada per la cura delle malattie autoimmuni è ancora lunga, ma, se i risultati saranno confermati dalla sperimentazione, si potrebbe aprire la strada verso un trattamento preventivo, tramite una vaccinazione, della malattia e rallentarne così l’aumento dell’incidenza a cui si assiste da vari decenni.

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