A cena con Darwin. Fratellanza e molluschi

In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, che francamente non ci piace perché segnala il bisogno di cerimonialità per un tema che deve essere criterio quotidiano di comportamento, riproponiamo l’articolo scritto in occasione dell’uscita del Volume di Jonathan Silvertown: A cena con Darwin”. Di questo articolo ci riconosciamo come Cucina Intelligente dove si scrive:

“Fa un certo effetto vedere sulla mappa una linea di puntini, che oggi chiameremmo ‘rotta balcanica’, che tratteggia le nostre lontane origini e confrontarla con la prosopopea occidentale odierna.

E’ evidente che 72.000 anni di differenza rendono qualsiasi analogia fasulla e velleitaria. Tuttavia una riflessione si impone: quanto abbiamo in comune! quanta ricchezza può venire dal movimento e dalla condivisione. Quanto è corto il respiro senza la prospettiva”

Jonathan Silvertown nel volume A cena con Darwin, Bollati Boringhieri, giugno 2018, immagina un banchetto in cui la narrazione dell’evoluzione dell’uomo, membro della tribù degli ominini, si intreccia potentemente con quella dell’accesso, dell’utilizzo e della trasformazione agricola e gastronomica delle risorse alimentari.

La narrazione che racconta di millenni come se fossero sospiri, è una lettura che appassiona.  Ma in questi momenti di facce truci, di fratellanza smentita, di velleitarie barriere auspicate a fini di bottega, interessa riportare la Mappa 2 “La migrazione dall’Africa lungo la rotta costiera, a partire da circa 72 Ka [mila anni]” p. 39, cit.

Scrive l’A.: “La nostra [Homo sapiens] prima partenza valida dall’Africa avvenne circa […] 72.000 anni fa. Si trattò nuovamente di una migrazione costiera con una dieta a base di frutti di mare, ma questa volta la rotta passò attraverso l’imboccatura meridionale del mar Rosso…] Pag. 43.

“L’intera popolazione umana al di fuori dell’Africa – più o meno sei miliardi di nostri simili- discenderebbe dal gruppetto di individui che un bel giorno di circa 72 mila anni fa attraversò il mar Rosso dal Corno d’Africa alla penisola arabica. Ne abbiamo la certezza perché si tratta di un’informazione memorizzata nei nostri geni.” ci. pp.43-44.

“I discendenti di uno di questi gruppi misero piede per la prima volta in Europa tra 45.000 e 50.000 anni fa.”  p. 44.

Fa un certo effetto vedere sulla mappa una linea di puntini, che oggi chiameremmo ‘rotta balcanica’, che tratteggia le nostre lontane origini e confrontarla con la prosopopea occidentale odierna.

E’ evidente che 72.000 anni di differenza rendono qualsiasi analogia fasulla e velleitaria. Tuttavia una riflessione si impone: quanto abbiamo in comune! quanta ricchezza può venire dal movimento e dalla condivisione. Quanto è corto il respiro senza la prospettiva.

I colonizzatori del pianeta, non ancora agricoltori, lungo le loro rotte costiere, trovano nei frutti di mare il loro sostentamento principale ed i cumuli di quei gusci consentono di ricostruire la traccia dei viaggi dei nostri lontani antenati.

Se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi, per chi si occupa di cibo, può essere utile un accenno al consumo di molluschi in modo che, quando ci avviciniamo a queste prelibate raffinatezze, la prospettiva ci aiuti a comprenderne meglio il ‘sapore’.

Scrive Silvertown: “I frutti di mare sono sempre stati una risorsa per affrontare le carestie, e solo in tempi molto recenti sono diventati una costosa prelibatezza. Ci hanno aiutato a sopravvivere nei momenti più duri quando eravamo ancora in Africa, e nei 60.000 anni successivi, prima dell’avvento dell’agricoltura, ci hanno sostenuto durante i nostri viaggi lungo le coste del pianeta. L’agricoltura portò con sé una nuova tecnologia -la domesticazione delle piante e degli animali- e una rivoluzione  alimentare il cui impatto non ha nulla da invidiare al passaggio da una dieta vegetariana a una onnivora all’invenzione della cottura.” cit. p.46.

Le iniziative di Magazzino Alimentare ed i corsi de La Scuola di Cucina Intelligente sono orientati alla sostenibilità, alla condivisione, al rispetto dei costumi alimentari. Ma anche al piacere del cibo, del cucinare insieme, a non sprecare.

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